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“Ave, Cesare!” di Joel e Ethan Coen

avecesare-smalldi Aldo Viganò.
Chiedo scusa al lettore se per una volta uso l’impropria prima persona, ma essendo convinto che sicuramente qualcuno sarà stato più perspicace di me, evito di usare quelle canoniche forme impersonali che potrebbero in qualche modo coinvolgerlo. (altro…)

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THE HATEFUL EIGHT di Quentin Tarantino

hateful eightdi Aldo Viganò.
Per avere una pur pallida idea dell’uso del cinema che Quentin Tarantino fa nella splendida profondità di campo di The Hateful Eight (il film è stato girato a 70mm), conviene riportarsi alla memoria il prologo di Bastardi senza gloria o anche la scena di Django Unchained in cui Di Caprio uccide Christopher Waltz, mescolando magari il tutto con le sequenze della tortura nella cantina di Pulp Fiction o con quella della sparatoria finale di Le iene, ma anche con la chiacchierata iniziale tra i protagonisti di Jackie Brown. (altro…)

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IL PONTE DELLE SPIE di Steven Spielberg

Il ponte delle spiedi Aldo Viganò
Alla fine di Salvate il soldato Ryan, il capitano Miller (Tom Hanks) – prima di morire sul ponte dell’ultima battaglia – sussurra al soldato James Ryan (Matt Damon): “Meritatelo!” (tutto questo che abbiamo fatto per te); e nell’epilogo del film – tra le bianche croci dei militari americani morti in Normandia – un Damon vistosamente invecchiato dal trucco chiede alla moglie che lo ha accompagnato sulla tomba di Hanks: “Dimmi che ho condotto una buona vita! Dimmi che sono stato un brav’uomo!”. (altro…)

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“Suburra” di Stefano Sollima

suburradi Aldo Viganò.
Tra i cinefili si sussurra da qualche anno (e i più giovani di loro lo affermano già ad alta voce), che il vero cinema lo si trova oggi soprattutto nei “serial” televisivi. E quanto si diceva sinora guardando soprattutto agli States sta ormai assumendo valore anche in Italia, grazie in primo luogo a Stefano Sollima (il cinquantenne figlio di Sergio), che sta portando al cinema l’esperienza maturata come regista dei serial tratti da film altrui, quali Romanzo criminale o Gomorra.
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“The Salvation” di Kristian Levring

the-salvation-smalldi Aldo Viganò.
Considerato tradizionalmente il più classico dei generi cinematografici, il western è diventato negli ultimi cinquant’anni uno dei territori prediletti della sperimentazione linguistica e drammaturgica: un archetipo cinematografico nel territorio del quale compete soprattutto alla forma dare senso e sostanza al contenuto narrativo. (altro…)

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The Search di Michel Hazanavicious: narrazione e ideologia

the searchdi Renato Venturelli.
A Cannes, l’ultimo film di Michel Hazanavicius è stato unanimemente massacrato, riunendo in un unico schieramento 1) chi è rimasto deluso perché aveva amato “The Artist”, 2) chi ha da sempre considerato sopravvalutati sia “The Artist” che il suo regista, 3) chi semplicemente trova “The Search” un brutto film. E tuttavia, nonostante l’ineccepibile bocciatura, c’è forse un motivo per tornarci sopra.

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“Birdman” di Alejandro G. Iñárritu

birdman michael keatondi Aldo Viganò.
Ecco un film che su facebook piace moltissimo ai giovani attori, i quali credono di vedere il futuro che li aspetta nella rappresentazione che Birdman  fa del teatro tra camerini e corridoi… (altro…)

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66° Festival di Cannes:
Blood Ties di Guillaume Canet

di Renato Venturelli. Tocca ancora a un regista straniero andare a rileggere la grande tradizione del noir americano anni ’70, e subito dopo il danese Refn (“Drive”), l’australiano Hillcoat (“Lawless”) o il neozelandese Dominik (“Cogan”), ecco il francese Guillaume Canet – con le sue stigmate molto meno autoriali – collaborare con James Gray per una delle sorprese “fuori concorso” di Cannes 2013.
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Blood Ties di Guillaume Canet