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SPAZIO CRITICO
IN COLLABORAZIONE COL GRUPPO LIGURE CRITICI CINEMATOGRAFICI
"Take Shelter", di Jeff Nichols
I LaForche sembrano una normalissima famiglia della provincia americana (siamo in Ohio) impegnata come milioni di altre a inventarsi una vita accettabile nel pieno dell'imperversare della crisi economica che sta attanagliando il mondo.
(di Furio Fossati)
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Sezione: Recensioni
“I miserabili” di Ladj Ly
di Renato Venturelli. Il titolo rimanda volutamente a Victor Hugo, e il film è ambientato proprio nella Montfermeil dei coniugi Thénardier, di Cosette
Una ferita sempre aperta: “Torna a casa, Jimi! 10 cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro”
di Guido Reverdito
Di muri costruiti per dividere popoli altrimenti uniti o per difendere da fantomatiche invasioni di clandestini indesiderati si parla anche fin troppo. Non solo di quelli che la Storia stessa ha provveduto a smantellare
“Baby Driver – Il genio della fuga” di Edgar Wright
di Renato Venturelli.
Un tempo era una figura marginale del gangster film, poi è arrivato Walter Hill a consacrarne la mitologia quasi ascetica: è il driver, l’autista delle rapine, il professionista del crimine più chiuso nel proprio mondo a parte, il tecnico taciturno che partecipa solo lateralmente
“Boston – Caccia all’uomo” di Peter Berg
di Renato Venturelli.
E’ arrivato il momento di confrontarsi finalmente con Peter Berg, anzi era arrivato almeno dai tempi dell’ottimo “Lone Survivor”, il film che tre anni fa ha aperto la trilogia “eroica” con Mark Wahlberg, ma che era stato per lo più liquidato come film reazionario e guerrafondaio.
“La meccanica delle ombre” di Thomas Kruithof
di Renato Venturelli.
L’avevamo visto in concorso al Torino Film Festival, esce adesso nelle sale questo piccolo buon film d’esordio di Thomas Kruithof, che parte umilmente da una storia di genere molto anni ’60 e ’70, ma riesce a raccontarla con un’efficacia e una precisione che lasciano ben sperare.
“Logan – the Wolverine” di James Mangold
di Renato Venturelli.
Sorpresa! “Logan – the Wolverine” si presenta come il decimo film della serie X-Men, il terzo della serie Wolverine, il secondo diretto da James Mangold, eppure non ha assolutamente nulla a che spartire con tutta l’interminabile sequela di pellicole targate Marvel o DC, e caratterizzate per lo più (tranne rare eccezioni) da un tediosissimo cliché illustrativo digitale amato solo dai fan.
“Hell or High Water” di David Mackenzie
di Renato Venturelli.
All’ultimo festival di Cannes era passato nella sezione “Un certain regard”, adesso è candidato all’Oscar come miglior film, oltre che per la sceneggiatura, il montaggio e l’attore non protagonista (Jeff Bridges). Ma nelle sale italiane non abbiamo potuto vederlo, perché come molti titoli di genere – polizieschi, western, noir, thriller – che passano nei grandi festival, e che potrebbero quindi avere l’etichetta sia della qualità sia del grande pubblico, è stato scartato
“Split” di M.Night Shyamalan
di Renato Venturelli.
“The Visit” ci aveva ridato la speranza, con “Split” arriva adesso la conferma. E’ tornato M.Night Shyamalan, dopo un grande film incompreso come “E venne il giorno”, ma anche dopo i due effettivi fallimenti di “Il dominatore dell’aria” e “After Earth”.









