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SPAZIO CRITICO
IN COLLABORAZIONE COL GRUPPO LIGURE CRITICI CINEMATOGRAFICI
"Take Shelter", di Jeff Nichols
I LaForche sembrano una normalissima famiglia della provincia americana (siamo in Ohio) impegnata come milioni di altre a inventarsi una vita accettabile nel pieno dell'imperversare della crisi economica che sta attanagliando il mondo.
(di Furio Fossati)
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Sezione: Recensioni
“The Salvation” di Kristian Levring
di Aldo Viganò.
Considerato tradizionalmente il più classico dei generi cinematografici, il western è diventato negli ultimi cinquant’anni uno dei territori prediletti della sperimentazione linguistica e drammaturgica: un archetipo cinematografico nel territorio del quale compete soprattutto alla forma dare senso e sostanza al contenuto narrativo. (altro…)
The Search di Michel Hazanavicious: narrazione e ideologia
di Renato Venturelli.
A Cannes, l’ultimo film di Michel Hazanavicius è stato unanimemente massacrato, riunendo in un unico schieramento 1) chi è rimasto deluso perché aveva amato “The Artist”, 2) chi ha da sempre considerato sopravvalutati sia “The Artist” che il suo regista, 3) chi semplicemente trova “The Search” un brutto film. E tuttavia, nonostante l’ineccepibile bocciatura, c’è forse un motivo per tornarci sopra.
“Birdman” di Alejandro G. Iñárritu
di Aldo Viganò.
Ecco un film che su facebook piace moltissimo ai giovani attori, i quali credono di vedere il futuro che li aspetta nella rappresentazione che Birdman fa del teatro tra camerini e corridoi… (altro…)
American Sniper: Clint Eastwood e il mito americano
di Aldo Viganò.
Sono anni ormai (da Flags of Our Fathers a Changeling, da Invictus a J. Edgar, da Jersey Boys a American Sniper) che Clint Eastwood – l’ultimo regista classico di Hollywood – preferisce appoggiare la propria predilezione per un cinema di narrazione su personaggi e storie che appartengono alla cronaca più o meno recente…
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DUE GIORNI, UNA NOTTE di Luc e Jean-Pierre Dardenne
di Aldo Viganò.
Come il giansenista Robert Bresson, al quale sembrano sempre più volersi ispirare, anche i laici fratelli Dardenne prediligono un cinema rigoroso ed essenziale, alieno da effetti spettacolari e interamente concentrato a descrivere gli esseri umani, i loro rapporti reciproci e l’arricchimento personale che da questi può derivare a ciascuno. (altro…)
Lo sciacallo – Nightcrawler di Dan Gilroy
di Renato Venturelli.
Sarà perché ha un aspetto poco autoriale e ancor meno teorico, sarà perché può essere banalmente scambiato per un film su media e giornalismo d’assalto, ma questo “Sciacallo” con Jake Gyllenhaal ha avuto un’accoglienza incredibilmente distratta o apertamente scettica e scostante, nonostante sia uno dei film più riusciti di questa prima parte di stagione.
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Sils Maria di Olivier Assayas
di Massimo Marchelli.
Le interpreti principali sono celebrità internazionali, il regista e sceneggiatore è lui pure una celebrità, ma di nicchia, il risultato del loro lavoro è una delle espressioni di maggiore civiltà cinematografica della stagione, e forse non solo di questa.
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La foresta di ghiaccio
di Giovanni Robbiano.
Ritorno a scrivere su questo foglio glorioso che, capisco, ormai di foglio ha poco, ma riparte in formato digitale, mi sistemo alla barra della colonnina “forza italia” (chi era più quello di forza Italia? boh?) che racconta del cinema nostrano.
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