Tornano al cinema i fan di Michael Jackson, e i risultati parlano chiaro: nei primi quattro giorni, “Michael” ha già raccolto mezzo milione di spettatori, veleggia verso i cinque milioni d’incasso, ha massacrato il rivale del weekend, “Lee Cronin: la mummia”. E nelle sale ci sono molti spettatori che erano ragazzini ai tempi di “Moonwalker”, il film che resta l’unico vero successo personale di Michael Jackson al cinema, da vivo, anche se si trattava di un semplice assemblaggio di filmati e video.
“Moonwalker” era uscito a Genova nel giorno dell’Epifania del 1989 all’Orfeo di via XX settembre, e la sala era talmente stipata che per l’occasione aprirono anche la galleria, abitualmente chiusa. I flani martellavano sui giornali: “La sua musica vi ha toccato il cuore, la sua fantasia vi regala il film che vi farà impazzire: Era scritto nelle stelle”. Il marketing funzionava a pieno regime, con poster, calendari e videocassette di Michael Jackson in vendita presso la cassa dell’Orfeo. E siccome il film durava solo un’ora e mezza, le proiezioni andavano a raffica lasciando pochissimi minuti tra uno spettacolo e l’altro: in pratica, si procedeva senza sosta dall’apertura delle 14.40 all’ultima proiezione delle 22.50, con via XX zeppa di spettatori in coda alla cassa da una parte, e sputati fuori dalla sala sotto il Ponte Monumentale a pochi metri di distanza. Siccome l’Orfeo teneva circa 600 spettatori, via XX restava bloccata dalla ressa di un migliaio di persone.
Michael Jackson era all’epoca popolare anche tra i cinefili, perché aveva fatto due corti musicali con grandi registi come John Landis (“Thriller”) e Francis Ford Coppola (“Captain EO”), ma il suo film precedente, “I’m Magic”, era stato un fiasco colossale. Negli Stati Uniti era uscito un po’ troppo presto, nel 1978, ma in Italia questa versione del “Mago di Oz” firmata Sidney Lumet era stata lanciata nel gennaio 1985, in piena Jackson-mania. A Genova “I’M Magic” era uscito al Lux, la pubblicità l’aveva lanciato come un film con Michael Jackson protagonista, ma in realtà interpretava solo uno spaventapasseri: e il pubblico non ci cascò, disertando la sala.













