Transilvania Film Festival

 
di Furio Fossati

La dodicesima edizione del Transilvania International Film Festival, come è ormai uso consolidato dagli anni passati, è un’occasione di incontro di varie arti, con musica, fotografia, pittura che fanno da corollario ai 190 titoli che saranno presentati dal 31 maggio al 9 giugno.

Una festa che racchiude serate a tema, brevi cicli di film dedicati a vari autori, premi alla carriera, concerti di musica on the road, jazz, classica, locale.

Tre sono le proposte con titoli in competizione.

L’ufficiale, che prevede l’assegnazione del Trofeo Transilvania, presenterà dodici titoli, dieci opere prime e due opere seconde provenienti da Arabia Saudita, Uruguay, Polonia, Svezia, Germania, Danimarca, Olanda, Slovacchia e Giappone.

Prima di ogni film in concorso, il pubblico potrà guardare uno dei titoli in competizione per Shadows Shorts, la rassegna di corti solitamente fiore all’occhiello del Festival. Thriller, horror e fantascienza sono i temi che contraddistinguono questi corti. Per la prima volta in assoluto comprende un film rumeno, The End diretto da Marius Roşu. Tra gli altri titoli, vanno segnalati Death of a Shadow di Tom Van Avermaet candidato all’Oscar, e Zimmer 606 di Peter Volkart, vincitore del Méliès d’Or per il miglior cortometraggio a Sitges, il più antico festival dedicato al cinema fantastico in Europa.

Ultima ma non meno importante la sezione tematica che riceverà il premio FIPRESCI. Ogni anno cambia l’argomento, questa volta sarà un tema un po’ macabro, la morte. This is the End vuole raccontare della fobia per la fine del mondo attraverso film drammatici ma anche commedie dai toni più lievi.

Vecchiaia, morte, rapporti morenti, malattie. Volente o nolente, l’intero 2012 collegato con  la fine del mondo è diventato un tramite per raccontare varie ossessioni sul grande schermo, da Melancholia di Von Trier ad Amour di Haneke, dalla apocalisse globale a quello più intimamente personale. Ovviamente, non si tratta di una sezione molto ottimista, che con ironia il direttore artistico del TIFF Mihai Chirilov ha voluto fosse appannaggio dei suoi colleghi critici.

Come ogni anno, la sezione No Limit offre emozioni, incontri bizzarri e immagini difficili da dimenticare. Oltre all’opera in tre parti Paradise (Hoffnung, 2013 – Glaube, 2012 – Liebe, 2012) diretta da Ulrich Seidl e che complessivamente dura oltre 5 ore, il pubblico potrà vedere Simon Killer, diretto da Antonio Campos interpretato da Brady Corbet (Funny Games e Melancholia), The Act of Killing, documentario di Joshua Oppenheimer, un film surreale che esplora un capitolo tabù dalla storia dell’Indonesia, invitando un gruppo di ex killer comunisti a rivivere i loro atti di violenza estrema. 90 minutes della regista norvegese Eva Sørhaug è un thriller che attraverso tre episodi racconta cosa si nasconde dietro l’apparente perbenismo di case della borghesia dei paesi più ricchi.

La sezione Supernova è focalizzata su film conosciuti a livello internazionale, presentati in  importanti festival come Cannes, Berlino, Venezia, Busan, Toronto e il Sundance. 19 titoli per vedere il meglio, secondo i selezionatori, di quanto proposto in quelle vetrine considerate cinematograficamente tra le più importanti in assoluto. Film di Brian M. Cassidy, Melanie Shatzky, Zhang Yang, Brilliante Mendoza, Kim Ki-duk e tanti altri per una festa del cinema di qualità.

What’s Up Doc, sponsorizzato dalla HBO, con 15 proposte che annoverano alcuni titoli molto noti, altri selezionati dalla curatrice di questa sezione, Ana-Maria Sandu, tra oltre 100 titoli proposti direttamente al Festival.

Quest’anno, sono due i paesi ospiti con rassegne dedicate al loro cinema. Per la Grecia saranno proposti 8 titoli realizzati tra il 2011 e quest’anno, per la Slovacchia 7 che coprono un periodo dai primi anni sessanta con Slnko v Sieti (1962) fino a recentissime produzioni del 2013.

La seconda edizione di 10 for FILM intende introdurre nuovi volti del cinema rumeno e si concentra su attori che si sono fatti conoscere in teatro, ma che devono ancora dimostrare il loro valore nel cinema. La selezione si concentra su soggetti di tutte le età che non erano mai apparsi in film o che hanno avuto solo ruoli minori in produzioni nazionali.

I registi Jiří Menzel e Stephen Frears assieme al compositore rumeno Adrian Enescu riceveranno il premio alla carriera, mentre l’attrice Luminiţa Gheorghiu riceverà l’Excellence Award. Nik Powell, direttore della National Film di Gran Bretagna e Television School, vice-presidente della European Film Academy e nel consiglio di BAFTA, Pablo Berger regista di Blancanieves vincitore di 10 Goya, David Lambert sceneggiatore – regista di Hors les murs, l’attrice Franziska Petri interprete di Betrayal, la produttrice Lynda Myles di cui si ricordano The Commitments , The Snapper , Killing Me Softly, il direttore della fotografia Ed Lachman, il regista Sebastian Lelio autore tra l’altro di Gloria e La Sagrada Familia sono alcuni degli ospiti d’onore di questa edizione.

Tra le tante proposte, il film Il ladro di Bagdad (1924) di Raoul Walsh con Douglas Fairbanks, Julanne Johnston e Snitz Edwards proposto con la musica dal vivo composta ed eseguita da Sami Pageaux-Waro, il film diretto da Jean Mihail Manasse (1925) uno dei più significativi rumeni del muto accompagnato dal vivo da Minima la band britannica famosa per l’originale colonne sonore composte per vari classici e film d’avanguardia. Noti a livello internazionale per le loro colonne sonore, ma anche per la loro capacità di improvvisare, il quartetto Minima si è esibito in decine di teatri, centri d’arte, musei e festival, e il loro repertorio comprende film come Nosferatu (1922) e Il gabinetto del dottor Caligari (1919).

Per onorare ospiti importanti attraverso alcuni lavori significativi saranno presentati tre film di Stephen Frears My Beautiful Laundrette (1985) Gumshoe (1971) e Prick Up Your Ears (Prick Up – L’importanza di essere Joe, 1987), altrettanti del documentarista Eyal Sivan e del regista francese Olivier Assayas.

Uno dei più importanti appuntamenti è quello dedicato al grandissimo direttore della fotografia Ed Lachman. Terrà una masterclass al Transilvania Talent Lab e sarà presente alla proiezione alla trilogia Paradise di Ulrich Seidl e alla prima nazionale di Dark Blood di George Sluizer. Il film non era stato completato a causa della morte di River Phoenix poco prima della fine del progetto e rimase incompiuto per 19 anni, fino al 2012 quando è stato rimontato in maniera tale da potere essere considerato completo.

Questi alcuni degli appuntamenti che saranno ospitati in 12 sale cinematografiche, in 3 teatri e al Castello. Un bagno di cultura e di spettacolo che occuperà dieci giorni molto intensi.

Furio Fossati

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