37° Trieste Film Festival 2026 – Est! Est! Est!

di Giancarlo Giraud.

Est! Est! Est! Il cinema dell’est arriva nelle sale e il Trieste Film Festival – 37a  edizione, dal 16 al 24 gennaio – si conferma il più importante appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro orientale. Il Festival, progetto dell’associazione Alpe Adria, si è consolidato negli anni grazie alla guida dell’indimenticata Annamaria Percavassi ed ora, sotto la direzione dell’elegante ed energica Nicoletta Romeo, ha evidenziato il ruolo di promozione e di qualifica che i Festival svolgono per le sale cinematografiche e per tutta la filiera audiovisiva.

Un merito speciale della manifestazione triestina è quello di rivolgersi verso delle cinematografie, spesso ritenute di “serie B”, come ha ricordato la regista ungherese Ildiko Enyedi nel ricevere il premio speciale Eastern Star 2026.  Il suo Silent Friend, evento di chiusura del Festival – poema visivo di grande fascino e profondità – sarà nei cinema d’essai grazie a Movies Inspired dal 26 Febbraio in occasione della giornata della memoria, così come La scomparsa di Joseph Mengele di Kirill Serebrennikov.

Questi due titoli sono i primi dei 10 film presentati nelle varie sezioni del Trieste Film Festival 2026 e annunciati in uscita nelle sale in questa stagione; altri due titoli sono in trattativa con la distribuzione italiana. Si tratta di Fantasy, vincitore del concorso di quest’anno, film d’esordio della regista e musicista slovena Kukla e del film rumeno Sorella di clausura di Ivana Mladenovic anche sulla scia di un successo di un altro film rumeno, visto recentemente in Italia, L’anno nuovo che non arriva di Bogdan Muresanu.

Ma nel panorama dei film in anteprima al Trieste Film Festival e pronti per le sale italiane ha trovato una collocazione significativa l’ultimo film di Sergei Loznitsa,  Due procuratori, acquisito da Lucky Red di Andrea Occhipinti che ha portato, dal 1987 in Italia, il meglio del cinema indipendente internazionale. Il regista, sceneggiatore e produttore Sergei Loznitsa (classe 1964) é nel cinema da trent’anni.  Nato in Bielorussia, cresciuto a Kiev, ha terminato gli studi di cinema presso la prestigiosa Vgik di Mosca, vive in Germania dal 2001, possiede la cittadinanza Ucraina, si definisce però un regista di documentari russo.

Fra i suoi titoli più noti, e premiati nei più importanti Festival del mondo, ricordiamo Anime nella nebbia (2012),  Austerlitz (2017),  Don Bass (2018), dove ha trattato molte pagine della storia che non sono ma state affrontate. Un cinema di osservazione, costruito con un lungo lavoro di ricerca, una elaborata scrittura della colonna sonora, un rigoroso montaggio di materiali d’archivio.

Con Due procuratori (in Italia dal 12 febbraio) Sergei Loznitsa torna al lungometraggio di finzione, da un racconto sconosciuto di Georgij Georgevic Demidov e la fotografia di Oleg Mutu. Una storia ambientata nel 1937 durante il periodo delle purghe staliniane dove un giovane procuratore che cerca di portare a termine il suo dovere, rispondendo all’appello di un detenuto, finirà schiacciato da un regime totalitario che nega ogni tentativo di verità e giustizia. Una messa in scena ispirata a Kafka e Gogol. “E’ il primo lungometraggio che sta avendo un ottimo successo – ha dichiarato il regista presente a Trieste – anche in Francia, dove è uscito nel novembre scorso,  82.000 persone hanno pagato il biglietto per vederlo. E’ la prima volta che raggiungo questi numeri.”  E’ stato venduto in tutto il mondo.

E, a proposito di Kafka, arriverà nelle sale a maggio, sempre grazie a Movies Inspired, Franz di Agnieska Holland, una delle più importanti figure del cinema polacco.

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