Una famiglia americana sul ring – The fighter


The FighterAncora un film che racconta il pugilato come metafora del riscatto sociale, ma non un film che ripete il già noto. Pensato per Darren Aranofsky, il quale poi ha preferito passarlo a David O. Russell (già regista di Amori e disastri e di Three Kings), The Fighter è prima di tutto un dramma famigliare: con due fratellastri alla ricerca di un riscatto personale in direzioni che ora divergono e ora tornano ad intrecciarsi, con una madre investita del proprio ruolo di guida che si ritiene insostituibile, con un padre sommessamente alla ricerca di un proprio ruolo, con uno stuolo di sorelle colorate e volgari.

Questa è l’America, ragazzi!: sembra voler continuamente ripetere la messa in scena, distogliendo sovente lo sguardo dal ring per raccontare il disfacimento “fisico” di una città dal nobile passato (Lowell, Massachussets), costruito forse su una leggenda popolare come la fama di Dicky Eklund (Christian Bale) che un giorno mise al tappeto Sugar Ray Leonard (ma era solo scivolato?); e indugiando sul temi da melodramma famigliare, tramite la ricerca da parte del protagonista (Mark Wahlberg) di un riscatto personale che, anche grazie all’aiuto della sua ragazza (Amy Adams), tende (invano) ad affrancarsi dai vincoli di sangue. Le cronache sportive e la sequenza che precede i titoli di coda ci dicono che i fratellastri Dicky Eklung (divenuto poi tossicodipendente da crack) e Micky Ward (campione del mondo dei pesi welter nel 2000) sono persone realmente esistite, ma a dire il vero questo condiziona ben poco il tono del film, che, fortunatamente per noi, si mantiene costantemente lontano dal bio-pic. Micky e Dicky, come la loro mamma Alice (Melissa Leo) con ambizioni da manager, sono innanzitutto dei personaggi cinematografici, che esistono essenzialmente attraverso lo sguardo della cinepresa.

Personaggi sovente eccessivi e condizionati dagli eccessi di “bravura” dei loro interpreti (soprattutto Bale e la Leo che non per caso hanno vinto gli Oscar per gli attori non protagonisti), ma anche interessanti esseri viventi fuori, intorno e dentro il ring, dove la regia fa comunque convergere lo sviluppo di tutte le situazioni drammaturgiche, regalando infine a tutti un “happy end”, che più di ricordare quello di Rocky, si colora qui di un tono soprattutto ironico. Se quella che The Fighter racconta è con tutta evidenza l’America, questa assomiglia molto di più a quella vista con amore-odio dai registi hollywoodiani degli anni Settanta, che a quella esaltata dai film con i “self made men” o banalizzata nella rappresentazione di un periferico quotidiano, come ama troppo sovente fare il cosiddetto cinema indipendente americano. Forse non è molto, ma almeno fa di The Fighter un film che merita di essere visto.

The Fighter
(The Fighter, Usa, 2010)
Regia: David O. Russell
Soggetto: Paul Tamasy, Eric Johnson, Keith Dorrington – Sceneggiatura: Scott Silver, Paul Tamasy, Eric Johnson
Fotografia: Hoyte Van Hoytema
Musica: Michael Brook
Scenografia: Laura Ballinger
Costumi: Mark Bridges
Montaggio: Pamela Martin.
Interpreti: Mark Wahlberg (Micky Ward), Christian Bale (Dicky Eklund), Amy Adams (Charlene Fleming), Melissa Leo (Alice Ward), Mickey O’Keefe (se stesso), Jack McGee (George Ward), Melissa McMeekin (Piccola Alice Eklund), Bianca Hunter (Cathy Eklund)
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: un’ora e 55 minuti

Postato in Numero 93, Recensioni, Recensioni di Aldo Viganò.

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