Giffoni vince l’Oscar


Al Festival del cinema per ragazzi premiato “Oscar e la dama in rosa”.

Giffoni Film FestivalE’ l’evento estivo più amato e seguito dal pubblico dopo il Palio di Siena. E’ il più importante evento italiano dedicato ai giovani. Uno dei festival cinematografici più seguiti dai media. Così lo descrivono gli organizzatori. Il Giffoni Film Festival in 40 anni si è confermato un brand unico, noto, riconoscibile, amato.

Più di un Festival Giffoni è diventato un’esperienza per i tremila giovani delle giurie (dai 3 ai 23 anni) ospitati in moltissime famiglie della provincia di Salerno.Questi alcuni dati della lunga edizione di quest’anno (dal 18 al 31 luglio) che ha presentato fra concorso, fuori concorso e antiprime 160 film alla presenza di star e artisti per un red carpet ricchissimo di nomi (tra cui Susan Sarandon e Samuel L. Jackson).

Vince come miglior lungometraggio – nella sezione storica del Festival (quella dai 13 ai 15 anni) – Oscar e la dama in rosa, una coproduzione franco-belgacanadese.
Il protagonista Oscar, malato di cancro, incontra Rose una scontrosa signora che consegna pizze. I racconti e i giochi proposti da Rose incoraggiano Oscar ad esprimere le proprie emozioni e a compiere tutte le esperienze possibili prima di lasciare i suoi cari. Tratto dall’omonimo bestseller, tradotto in oltre 40 lingue (in Italia edito da Rizzoli), Oscar e la dama in rosa è diretto dall’autore del libro, Eric-Emanuel Schmitt, già noto per Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, che confeziona con leggerezza e profondità una storia originale ed elegante grazie anche alle musiche di Michel Legrand e ai suoi interpreti, in particolare Michèle Laroque (Rose) e l’inossidabile Max von
Sydow. Il Premio Speciale della Giuria dei più grandi è andato a Craks, opera prima di Jordan Scott, figlia di Ridley. Film sulla perdita d’innocenza – nella brumosa Inghilterra degli anni ‘30 – per un gruppo di ragazze di un esclusivo collegio femminile e sui rapporti con la
loro insegnante, affascinante e anticonformista, ma allo stesso tempo oscura e inquietante. Atmosfere e situazioni che rimandano a Picnic ad Hanging Rock, Creature del cielo, La strana voglia di Jean e ovviamente a L’attimo fuggente.

La vita del cantastorie Roberto Carlos con The story of me di Luis Villaça, racconto delicato e sensibile di un’infanzia negata ricorda, invece, il miglior cinema brasiliano degli anni ’60 e Truffaut de I 400 colpi. Lo stesso François Truffaut che ha fatto la fortuna di Giffoni quando nel 1982 ha dichiarato “di tutti i festival del cinema, il Giffoni è quello più necessario”.

(Giancarlo Giraud)

Postato in Festival, Numero 89.

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