Il cinema italiano e i giovani autori. Come va? Male grazie.

locandina workersOggi non promuovo nessun nuovo film e nessun vecchio amico. Avete il tempo residuo di andare a vedere il bel film di Lorenzo di cui abbiamo già scritto, “Workers – pronti a tutto”, se n’è parlato bene ma la distribuzione ha fatto un lavoro splendido, ritardando l’uscita di un mese cruciale, un film come quello di Lorenzo viene infilato a fine stagione, così non da fastidio ma maggio da noi al cinema è come fare l’abbonamento al Lido a gennaio: è vuoto ed una cabina la trovi sempre anche vista mare… Morale della favola: il film, come tanti altri, è lasciato allo sbattimento volontaristico di chi con cura si è ammazzato di lavoro per anni per realizzarlo. Perché l’Istituto Luce, che è un ente di stato, non ha interesse a promuovere il prodotto, tanto a loro che gliene frega? Sono statali, sono garantiti, da anni toppano tutto, eppure al comando ci sono sempre gli stessi, sempre le stesse facce.

giovanni robbiano

Giovanni Robbiano

Ahhhhh, ci sono arrivato: ecco l’argomento di oggi. Sulle prime pagine dei principali quotidiani nazionali, nei giorni scorsi c’era un articolo che lamentava come la classe dirigente italiana fosse la più vecchia d’Europa, età media 59 anni. A differenza di altri paesi ogni ambito della nostra società ha, in Italia, una sua elite di potere vecchia, che sta lì da tempo immemorabile e che non si muove, perché è intoccabile…pensiamo alla politica, all’università (figuriamoci), all’ industria… ci metterei perfino il calcio anche se un nucleo di pensionati ingombranti si è ritirato, da Inzaghi a Gattuso (era ora…) a Del Piero (ma forse no) a Kaladze, ecco, vai a fare la politica in Georgia che quest’anno a noi genoani sembrava di avere Paperoga al centro della difesa… E’ chiaro: da noi si è giovani fino ai quaranta e spesso si vive con i genitori fino al matrimonio che poi se non ti sposi ci vivi fino a…sempre anche perchè comprarsi una casa è impossibile.

Che c’entra? Beh, inizia Cannes e l’Italia è rappresentata oltre che da Garrone, in concorso con un film sul grande fratello che speriamo sia buono ma che essendo proprio sul grande fratello ho poca voglia di andare a vedere, da due virgulti di belle speranze ultrasettantenni, Bernardone Bertolucci e Dario Argento, stop, ci sono un paio di cortometraggi e via lì è finita: ma cavolo tutta un’industria punta su Cannes e propone i suoi prodotti per entrare al sacro soglio rivierasco…E’ possibile che non ci sia nessuno? Una novità, un emergente oltre a Garrone e a due signori dalla grande storia ma (posso dirlo?) un po’ bolliti? Dimentico naturalmente la presenza di Moretti come direttore di giuria, Moretti è già riuscito in pochi giorni a dimostrarsi così antipatico e spocchioso da farmi pensare che davvero è pronto per fare il leader della sinistra che in verità è il suo sogno: per simpatia e amabilità è il vero erede di D’Alema e d’altronde quando di politica se ne è occupato i risultati sono stati altrettanto tragici, era l’unico che faceva risultare simpatico Berlusconi e la sua ciurma.

E’ chiaro che il problema è di sistema, e se è vero che i fratelli ottuagenari Taviani hanno riportato l’Orso d’oro in Italia dopo 21 anni (Cesare deve morire) – complimenti… – è altrettanto vero che un’industria sana si alimenta di nuove forze: non gioca sempre al risparmio esponendo le vecchie glorie, è chiaro o no? Insomma, largo ai giovani, se i vecchi lasciano spazio, però… D’altra parte è comprensibile che se ci metti trent’anni ad avere riscontro – non parliamo di successo – non è che ti contenti di pochi mesi di ribalta, ma ti attacchi alla tua rendita con virulenza, temo che sia per questo che non c’è in Italia un flusso normale, un ricambio, i posti al sole sono drammaticamente pochi e chi ce l’ha se lo tiene come la cabina al Lido (ma non a gennaio), che se molli un attimo te la fregano e i vent’anni di corte che ci hai fatto sfumano in un amen.

Capirete che sono un po’ polemico, ma mica ce l’ho con i vecchi, perlomeno con questi che sono giganti, ma con chi come nel calcio, nella politica, nella cultura… diventa troppo ingombrante se non eterno senza averne poi molto diritto: se in Italia si fanno sempre meno film e con sempre meno mezzi e questi mezzi vanno spesso ai soliti noti come aspettarsi che emerga una nuova generazione? Ma che dico, qui di generazioni se ne sono già bruciate almeno tre, e aspettiamo con fiducia e orrore i nostri ventenni. Da un mese sono esule in Francia per insegnare cinema italiano in una università dell’Ile de France ed una studentessa, alla fine di Ladri di biciclette e prima di Roma città aperta mi chiede ma film italiens recenti? Io mi sono preparato, ho portato i dvd de “Le conseguenze dell’amore”, anche se di Sorrentino preferisco sempre “L’uomo in più”, e “Gomorra”, del quale non sono un patito, ovvero i nostri due ultimi autori, per far vedere che forse… poche fotte, come direbbe Brancaleone, siamo alla frutta. A parte “Workers” a cui continuiamo ad augurare fortuna, di uscite recenti nostrane c’è poco o nulla: e allora se uno chiede un giudizio sulla situazione che rispondere? Come va? Male, grazie.

(di Giovanni Robbiano)

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