CATTIVISSIMO ME – Quel cattivo ha un cuore d’oro


Cattivissimo MeCattivissimo Me si fonda sulla consapevolezza che i cattivi, al cinema, sono molto più affascinanti degli eroi buoni. Così ci presenta un protagonista, Gru, che congela la dozzina di persone in coda al bar davanti a lui, regala palloncini ai bimbi per poi farli scoppiare davanti al loro naso, vive in un casa che più cupa non si può.

Tutto quello che Gru desidera è diventare il più grande cattivo di tutti i tempi e, per raggiungere imperitura fama, progetta il suo colpo più audace: rubare la luna. Purtroppo Gru ha un super nemico, una sorte di nemesi in versione nerd di nome Vector, che gli ruba l’arma costruita appositamente per la missione. Gru tenta più volte di penetrare nella fortezza di Vector per riprendersi il maltolto, ma né le invenzioni dello scienziato pazzo Nefario né la devozione dei Tirapiedi (piccoli, operosi esseri gialli) gli sono d’aiuto. Per fortuna Vector ha un lato vulnerabile: ama i biscotti. Ed ecco allora il nostro antieroe che adotta tre sorelline dell’orfanotrofio locale, non per dar loro un padre e una casa, ma semplicemente perché bussino alla porta del suo arcinemico e gli vendano con irresistibile dolcezza dei biscotti un po’ speciali, “cucinati” dal dottor Nefario.

Le cose non andranno esattamente come Gru ha pianificato, perché la luna non è così facile da rubare e perché non si può rimanere indifferenti di fronte a tre creaturine che ti vogliono bene e hanno un disperato bisogno di te.
Prima realizzazione della neonata divisione d’animazione CGI della Universal, Cattivissimo Me rientra nella categoria, sempre più folta, dei cartoon che fanno divertire i più piccoli a suon di gag ma intrattengono anche i grandi. Le prime scene, incentrate sugli sforzi di Gru per conquistare il titolo di supercattivo, sono spassose e irriverenti. Le ultime, quelle in cui il diabolico eroe scopre di avere un cuore, sono abbastanza convincenti da risultare tenere. Se a questo aggiungiamo alcune sequenze d’azione piuttosto energetiche, ce n’è davvero per tutti i gusti.

Niente è tutto bianco o tutto nero, suggerisce il film. E “anche se Gru è un cattivo”, recita la frase di lancio, “non vuol dire che sia un cattivo”. Nella formazione del suo carattere pesa un’infanzia infelice, trascorsa negli inutili tentativi di rendere orgogliosa una madre perennemente scontenta. Chi riceve amore, dà amore: lo scontroso Gru lo capirà solo da
adulto, grazie a tre orfanelle che gli cambiano la vita.

Un po’ Grinch, un po’ Shrek, un po’ Sulley di Monsters & Co., a livello grafico il nostro ragazzone ricorda il critico Anton Ego di Ratatouille (non a caso i due film hanno in comune lo stesso character designer, Carter Goodrich), con un tratto volutamente caricaturale.Fresca e spigliata anche la colonna sonora, affidata a Pharrell Williams, frontman dei NERD e pluripremiato produttore musicale: ritmo sostenuto alla Mission:Impossible, in salsa hip-hop.

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