Sezione: Posta di Claudio G. Fava


La posta di D.O.C. Holliday (96) – Basta che sia Hepburn

Egregio dott. Claudio G. Fava,
in questi ultimi tempi sta crescendo sempre più quello che chiamano “culto” di Audrey Hepburn. “Colazione da Tiffany” è diventato un capolavoro, la Hepburn è diventata quasi il simbolo della femminilità al cinema, addirittura scavalcando – dicono sui giornali – Marilyn Monroe. Che ne pensa? Le sembra giusto? Era una grande attrice o una donna molto elegante? Io appartengo ancora alla generazione per cui la grande Hepburn era l’altra, Katharine, che invece ormai non ricorda quasi più nessuno.
La ringrazio molto se vorrà rispondermi e le porgo i miei migliori saluti.
Amalia Ricci – Genova

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La posta di D.O.C. Holliday (95)

Gentile Dr. Fava,
mi permetto disturbarla per poter beneficiare, ove Lei sia consenziente, della Sua vasta cultura cinematografica.
Io sono un vecchio appassionato di cinema, e negli anni ho accumulato nei ricordi centinaia di pellicole Ora, passata la soglia dei 70, mi capita di perdere i riferimenti di scene e sequenze di film, ancorchè vecchi….
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La posta di D.O.C. Holliday (94)

Nell’ultimo numero avevo risposto ad una lettera di Mauro Rimassa. Per motivi di spazio non ho risposto alla sua richiesta di fornire un parere sui premi Oscar. In particolare egli si riferiva alle ultime statuette assegnate nel 2011, ma mi limiterò a specificare quel che penso sull’argomento.
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La posta di D.O.C. Holliday (93) – La guerra di Clint

Buona sera, sono Rimassa Mauro. Come sta? Spero bene e spero di vederla presto.
Che ne pensa degli Oscar?
Di recente ho visto in tv due film(s) di Clint Eastwood – Changeling e Flags of our fathers – che mi hanno impressionato favorevolmente, specialmente il secondo. A proposito di quest’ultimo volevo chiederle, se lo ha visto, cosa ne pensa e se è attendibile la ricostruzione di quell’episodio della seconda guerra mondiale.
Cordiali saluti.
Mauro Rimassa

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Le stanze del cinema – La posta di D.O.C. Holliday (92)

Gent.mo Dr. Fava ,
mi permetto rivolgermi direttamente a Lei perché solo dalla Sua posta del n. 91 di FILMDOC ho appreso degli incontri mensili che si tengono ogni primo lunedì del mese presso Palazzo Ducale del quale ero completamente all’oscuro .
Essendo amante del cinema e quindi desideroso di parteciparvi , potrebbe cortesemente segnalarmi in quale sala essi si tengono , se sono ad invito, se è necessario iscriversi a qualche associazione, insomma tutto ciò che occorre sapere sull’argomento ?
La ringrazio fin d’ora e Le porgo i miei più cordiali saluti.
Marco Giampietro
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Il giovane Monicelli – La posta di D.O.C. Holliday (91)

Mi chiamo Mauro Rimassa e sono spesso presente a Palazzo Ducale all’incontro mensile. Come sta? Spero bene e spero sia presente anche lunedì prossimo. Potrebbe essere l’occasione per ricordare, magari insieme ai suoi colleghi, Mario Monicelli, l’ultimo anello della grandiosa triade Age, Scarpelli, Monicelli. Che ne pensa? E magari ricordare anche Suso Cecchi D’Amico, anch’essa nella cricca (ce ne fossero di queste cricche) de ‘I soliti ignoti’. Cordiali saluti.
Mauro Rimassa

Pubblico con piacere la lettera del signor Rimassa, fedelissimo frequentatore della genovese “La stanza del cinema”.
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L’esclusione di Avati – La posta di D.O.C. Holliday (90)

“Gent.mo Dottor Fava,
ho letto che a Pupi Avati è stato negato il film nel concorso di Venezia. Cosa ne pensa?
Non è una cosa grave? Leggerei volentieri Sua risposta. Grazie. Suo stimatore.
Dario Dondero
Genova – Prato”

Caro Dondero,
come forse lei sa, tante cose nella vita sembrano gravi e poi in qualche modo si aggiustano. Non è questo il caso di Pupi. In effetti il suo rifiuto di partecipare extra concorso alla Mostra è stato mantenuto. E pertanto “Una sconfinata giovinezza” non è stato proiettato e il regista non si è recato al Lido. Sia lui che il direttore della manifestazione, Marco Müller, sono vecchie conoscenze, con cui sono sempre stato in buoni rapporti, per cui il tema mi imbarazza un po’. La decisione di non ammettere il film in concorso è indubbiamente criticabile e Avati si è offeso dicendo di essere stato tradito da persone che considerava amiche. Il suo è un caso molto particolare e perciò ancor più doloroso.

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Germi dimenticato – La posta di D.O.C. Holliday (89)

Ricevo dal mio amico Luciano Vincenzoni, sempre sollecito nel difendere le memorie della sua intensa esistenza, un ritaglio del Messaggero che risale circa ai primi giorni di giugno.

E’ un articolo di Maria Grazia Filippi in cui si fa cenno di una rassegna organizzata dalla Associazione Culturale Mediterraneo, in corso sino al 4 luglio, intitolata “Il cinema italiano al tempo della Dolce Vita “. Al museo di Roma a Trastevere verranno evocati “i miti e le suggestioni di un periodo indimenticabile, capace di rendere la città eterna protagonista del cinema mondiale”.
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